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Siamo Cosmopoliti. Blog di viaggi d'Arte, Fantasia e Regioni. Viaggi nel Cinema, nel Teatro. Cosmopoliti di città e di scena. Dall’Italia al romanzo, dal racconto alla fiction, dal Teatro all'economia. Confondere Letteratura, Arte, Città, Nazioni sarà un modo per incantare.

mercoledì 8 dicembre 2010

Antonio Caprarica primo ospite del progetto “Medi@mente Comunicare nell’era digitale”

Antonio Caprarica e Giuseppina Biondo
Inutile ricordare come il volto e la voce del giornalista Antonio Caprarica rimandino alla cronaca britannica, francese, russa ed irachena. Una personalità italiana di stampo internazionale che giorno 6 dicembre c.a. è stata protagonista di “Medi@mente Comunicare nell’era digitale”, progetto promosso dal Liceo Scientifico Gian Pietro Ballatore di Mazara del Vallo. Un’attività di spicco e di rilevante suggestione che è stata saporitamente coordinata dai professori Carolina D’Annibale e Bartolomeo Damiani. Presso l’hotel Ruggero II di Mazara alle ore 9:00 ha preso così avvio la prima giornata del programma. Seguiranno durante l’anno scolastico 2010-2011 una serie di incontri, nei quali verranno affrontati temi di grande preponderanza ed attualità sul fronte telematico e che vedranno la presenza, l’esperienza di scrittori, giornalisti, professori universitari, potenzialmente punti di riferimento dei giovani e di tutti gli uditori invitati. Personaggi che sapranno far riflettere il pubblico e formeranno ricordi di notevole incisività educativa.
Caprarica ha risposto alle domande di quanti desideravano soddisfare personali curiosità, di quanti hanno chiesto consigli e delucidazioni nell’ambito del mondo giornalistico, non nascondendo come la stampa inglese sia quella meno macchinosa e politicizzata rispetto alle testate degli altri Paesi in cui ha lavorato. L’inviato, ma anche saggista, ha prontamente manifestato i propri punti di vista sui problemi contemporanei che gli sono stati presentati durante il seminario: WikiLeaks, Riforma Gelmini e indietro fino anche al 1861, in concomitanza col 150° anniversario dell’Unità d’Italia. In tale occasione ha presentato il suo nuovo libro “C’era una volta in Italia. In viaggio fra patrioti, briganti e principesse nei giorni dell’Unità”.
Un testo che scandaglia le figure della storia, i personaggi semplici e comuni nel tempo e nello spazio a partire dal 1861, gli anni della nascita dell’Italia. Nel marzo dello stesso anno la nazione peninsulare farà da sfondo alla proclamazione di re Vittorio Emanuele II. In un articolo del blog “Dressspace” si legge il titolo “L’Italia–Pesci è mite e saggia, romantica e fantasiosa un’affascinante signora che a volte, smarrita, si rinnega”. Un giornalista ha definito così l’Italia un Paese-Pesci. Un’ affermazione curiosa ma che sembra rispecchiare perfettamente la natura cangiante, a volte contraddittoria, ma sensibile, artistica e non raramente romantica di chi sboccia sotto il segno zodiacale dei Pesci. Tra le celebrità nate tra il 19 febbraio ed il 20 marzo si annoverano nomi quali Michelangelo, Albert Einstein, Arthur Schopenhauer, Sharon Stone, Cindy Crawford. Chissà quando l’Italia, la patriottica celebrità over 100, si deciderà a sorprenderci come loro… sempre se non ha ancora provato a farlo.

martedì 20 aprile 2010

Die Gezeichneten



20 aprile 2010, Teatro Massimo di Palermo. La Prima rappresentazione Nazionale dell’opera Die Gezeichneten con la musica del tedesco Franz Schreker ha destato l’interesse e il compiacimento del pubblico per la trama intrecciata tra i nodosi temi di amore, arte, bellezza, bene e male, oltre che per le ineffabili sensazioni suscitate dalla lirica.
L’ambientazione in chiave moderna di una Genova del Cinquecento, nella quale ai vestiti sfarzosi, sofisticati ed ampollosi del XVI secolo sono stati sostituiti abiti sgargianti ed agevoli, che permettessero movimenti e un’interpretazione più contemporanea agli attori, non ha fatto sorgere stridori all’interno delle vicende dell’opera, che sono sgorgate artisticamente dentro il classico e ammirevole teatro palermitano.
Gli attori hanno esibito le loro doti squisitamente raffinate e grossolane, proprie della contraddittoria mutevolezza dell’arte della recitazione.
I loro canti, le loro voci hanno risuonato nelle orecchie del pubblico anche dopo la conclusione dello spettacolo.
L’Orchestra del Teatro Massimo, incantevole e piacevolissima, ha invece sublimato i sensi con le armoniche melodie accompagnatrici della lirica, affermandosi così ancora una volta per la superba bellezza. Le arpe, i violini, la bacchetta del maestro. Tutti gli strumenti hanno attirato lo sguardo e la sensibilità dell’anima emotiva attraverso le note affiancate dal movimento che faceva vibrare il suono, quasi fosse una danza di oggetti.  
Un’opera suddivisa in tre atti, incalzanti, da scoprire personalmente, dopo che il sipario sia stato tirato su.  
Ridiscendere le scale del teatro, sarà l’ultima splendida sensazione regalata dal Massimo.