Informazioni personali

La mia foto
Siamo Cosmopoliti. Blog di viaggi d'Arte, Fantasia e Regioni. Viaggi nel Cinema, nel Teatro. Cosmopoliti di città e di scena. Dall’Italia al romanzo, dal racconto alla fiction, dal Teatro all'economia. Confondere Letteratura, Arte, Città, Nazioni sarà un modo per incantare.

sabato 15 ottobre 2011

La Bacheca di Cristina Neri. Il Chick Lit di Palermo (Sesta Puntata)

Spesso si finisce col preferire la propria felicità alla verità di una storia.
A vent’anni non riuscivo a tollerare che non mi si credesse. Possedevo la verità e detestavo che non mi si volesse ascoltare.
Ero al piano terra dell’Edificio 13 in Viale delle Scienze. Avevo appena inviato un messaggio.
Pensavo e ripensavo alla stessa storia che mi tormentava ormai da mesi. Più ci pensavo e più il quadro si completava, ribaltando completamente la mia visione passata. A dire il vero, la realtà l’abbiamo sempre di fronte agli occhi, ma ero cieca e la scambiavo. Cieca come soltanto chi ama può essere. Chi si fida, sceglie di non vedere; chi ama finisce inevitabilmente per girovagare nel buio, a tentoni. E so bene quanto io non sappia scegliere. Tuttavia se si ama, ci si fida. Ma se ci si fida, non è detto che si ami: la fiducia può derivare dalla stima. Quante cose confondiamo! Quante stranezze dobbiamo vivere prima di vedere chiaro? Esiste un carotene che aumenti la vista del cuore?
Anche Palermo era infuocata quel giorno, calda e confusionaria come lo ero io. Stavano cominciando le giornate in cui si sudava per andare da via Libertà sino in via Roma. Palermo era calda. Era calda d’inverno, in primavera lo era di più.
Di recente avevo letto On the road di Jack Kerouac.
L’uomo subisce il fascino del Bene quanto quello del Male. Autori che riuscirebbero a far apparire il peggiore dei mali come qualcosa che segna positivamente la vita, la povertà come ricchezza e la ricchezza come povertà. Ad una mente elastica il bene appare come il male ed il male come il bene. Kerouac riesce a capovolgere queste due forze e Neal Cassidy ne è lo strumento.
Dovevo proteggermi da me stessa. La mia natura così influenzabile, era volubile e cangiante. Ogni cosa avrebbe potuto cambiarmi. Ogni cosa che mi avrebbe affascinata avrebbe avuto potere. Ed io ero stanca. Una persona buona è in grado di autodistruggersi. Una cattiva no, l’unico interesse che la muove è il suo e si salvaguarderà sempre, a costo della vita altrui.
Da qualche minuto ero sull’autobus da Palermo verso la mia città. Dal vetro guardavo i palazzi del centro. I manichini dei negozi erano le statue di oggi. Era arte deviatrice. Certe vetrine si ammirano, quasi fossero quadri di Gauguin.

Nessun commento:

Posta un commento