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mercoledì 26 settembre 2012

Le diatribe politiche sono a buon punto

I periodi più belli della Storia studiata nelle scuole sono quelli in cui chi sta al potere pone attorno a sé uomini di cultura, intellettuali e artisti. C'è un motivo se ci sono rimasti periodi, epoche ammirevoli e altre oscure o di reggimento dittatoriale. E c'è anche un motivo se alla crisi di oggi vedono rimedio solo alcune persone, le stesse che sanno come va la storia. Oggi le diatribe politiche interne sono a buon punto. Siamo davvero a buon punto per una svolta. Più semplicisticamente qualcuno deve pur arrivare.
Al di là delle cause scatenanti i singoli eventi e gli specifici mutamenti epocali, che fanno della diversità delle divise e degli abiti la diversità dei secoli (l'antica Roma la identifichiamo con la toga, l'Europa medioevale con le armature, la Germania del Novecento con le divise naziste ecc..), al di là di queste vi sono dei momenti, delle azioni umane universalmente riconoscibili e riscontrabili attraverso la psicologia, l'ambizione, il grado di ricchezza e moralità degli uomini alla guida delle nazioni, azioni umane che possono farci capire più di quanto vorremmo nello snodo della comprensione dell'attualità.
La lungimiranza visionaria di chi guarda al passato per capire il presente e produrre un futuro di progresso, non apparirebbe tanto singolare e straordinaria (tanto lungimirante e tanto visionaria) se tutti ci approcciassimo allo studio critico della disciplina della Storia.
Affascinante da questo punto di vista è la storia greca. Poche società riescono a riassumere, come fa questa, la psicologia del potere, del trasformismo politico. Basta la storia greca a mostrare come bisognerebbe avvicinarsi al buon governo di uno Stato. L'Italia, magnifica, straordinaria, eterogenea per ritmo, stile di vita e modo di guardare, dovrebbe osservare la strada alle proprie spalle. A quel punto potrebbe davvero eguagliare il passo con le altre Donne d'Europa. "Gli uomini costituiscono le città" diceva Tucidide. La Penisola è perfetta e dato che l'Italia è fatta di Italiani, sono gli Italiani che devono evolversi un attimino. 
C'è rimedio davvero alla nostra situazione ed è molto vicino. Sussiste un solo problema, che farà ancora una volta da segnale. Ad un certo punto, seppure perlopiù a distanza di tempo, dopo l'arrivo della giusta guida, la conclusione del periodo di splendore vede sempre come primo sintomo di malattia la fine degli intellettuali e degli artisti.
Quando vedremo intellettuali e artisti attorno al potere, rincuoriamoci; quando li vedremo fatti fuori, cominciamo ad allarmarci.
La storia ha dei segni da dover cogliere, sono gli stessi ad ogni epoca. E non è poco, sopratutto se vogliamo moderare una Nazione.