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domenica 16 dicembre 2012

"Il bianco della Signora Cognome" al Mag Cafè di Milano



di Nicolò Vallone


Il contrasto tra l’abile scrittrice e la ragazza emozionata a dover mostrare e spiegare la propria opera davanti a un pubblico, seppur di pochi intimi: questa la sensazione emersa durante la presentazione de “Il bianco della Signora Cognome”, tenutasi la mattina di domenica 16 dicembre presso il caffè Mag, sul Naviglio Grande. Giuseppina Biondo, 22enne studentessa di Lettere Moderne presso la Cattolica di Milano nonché scrittrice di racconti, appariva in preda a giovanile ed entusiastica agitazione nel parlare ai suoi amici e conoscenti milanesi della sua prima opera, composta due anni or sono quando ancora viveva nell’amata Sicilia.
Proprio il contrasto interno è un tema fondante del libro, il cui nucleo è costituito da un percorso interiore che vede come protagoniste la narratrice interna (il cui nome e cognome conosceremo soltanto nell’ultima riga) e la misteriosa signora Francesca Cognome, presentataci fin dalla prima delle 55 pagine di cui si compone il racconto. Se nella prima parte del racconto la signora Cognome è una sorta di sogno proibito della nostra narratrice, un’aspirante giornalista che ne vorrebbe conoscere la storia per raccontarla, nella seconda parte le si svela a poco a poco, attraverso una serie di quattro incontri nei quali la signora Cognome fa da mentore all’insicura ragazza. Le vicissitudini quotidiane della giovane, specialmente la sua vita sentimentale, da semplice svolgimento della storia si configurano come fonte della visione della vita da parte della ragazza, paradigma di una mente brillante ma ancora acerba. Attraverso l’esposizione dei propri cinque dipinti, la misteriosa signora affronta cinque tematiche basilari per l’essere umano: Fantasia, Ambizione, Amore, Fede e Immortalità. Il rapporto che s’instaura tra la signora Cognome e la ragazza non è un pedantesco maestro-allievo, bensì uno scambio d’idee quasi socratico (se non fosse che le due donne non passeggiano, ma sono ben ferme nella casa della Cognome): in uno stimolante rapporto dialettico, l’osservazione delle tele segna il momento in cui la giovane protagonista mette a nudo le proprie convinzioni e le rivede, le cambia, le consolida. Non potrebbe essere altrimenti, del resto: l’attempata signora Cognome e la giornalista in erba sono emanazione diretta dell’Io della Biondo; nella mente dell’autrice, i suoi dubbi di ventenne trovarono sfogo sia nelle opinioni della narratrice che nelle più solide, ma mai proposte presuntuosamente come Verità, convinzioni della signora Cognome. Il racconto si conclude con la lettura di una breve storia, praticamente un metaracconto, di esotica ambientazione e universale tematica: una vera e propria chicca posta in appendice al breve ma intenso viaggio filosofico della giovane. La parola Fine tuttavia non è mai realmente posta: la conclusione della vicenda scritta lascia ancora spalancata la porta della riflessione e dell’introspezione
La lettura fruisce piacevole: qualche perdonabile pecca di gioventù a livello di “sicilianismi” non guasta lo stile apprezzabile della Biondo. Un po’ arditamente forse, l’autrice si lancia in qualche stacco stilistico: se all’inizio troviamo l’elegante termine “meretrice” per indicare la prostituta, più tardi apprendiamo che l’uomo che sta portando violenza contro la signora Cognome “puzzava di piscio”… ma se vi dicessimo che nella sua ultima fatica letteraria la “maga” J.K. Rowling ha fatto altrettanto?



(le foto della "Colazione Letteraria")

 


venerdì 14 dicembre 2012

Colazione Letteraria al Mag Cafè di Milano

 di Nicolò Vallone


Diffondere la propria opera al nord senza dimenticare le proprie radici: questa l'intenzione della giovane Giuseppina Biondo. Scrittrice per vocazione, studentessa per ambizione, siciliana con passione: per la propria terra e per lo scrivere. Da Mazara del Vallo, località marinara in provincia di Trapani dove è nata 22 anni or sono, Giuseppina ha portato nella solo-in-apparenza grigia Milano tutta la fantasia e la vocazione artistica della splendida Trinacria: "Il bianco della Signora Cognome" è il primo dei tre libri pubblicati dalla Biondo, edito da Edizioni Pipitone. Trattasi di un racconto breve, in cui una Giuseppina ancora matricola di Economia presso l'Università di Palermo mise tutta la propria personalità, muovendo i primi passi nell'affascinante mondo della produzione libraria. Dal 2010 la vita della giovane scrittrice è cambiata: ha cambiato casa editrice, città e corso di studi. Trasferitasi nel capoluogo lombardo, si è iscritta all'Università Cattolica del Sacro Cuore, dove studia Lettere Moderne; non prima di aver pubblicato altre due opere: "I racconti di febbraio" e "Amediade e Decaloclo", entrambi editi da Libridine. Destino vuole che Giuseppina abbia preso casa nel quartiere dei Navigli, vicino alla stazione di Porta Genova e alla Darsena, una sorta di piccola Mont-Martre milanese (vi abitava la poetessa Alda Merini e vi risiede il musicista Giovanni Allevi). Proprio qui, per la precisione nel caratteristico locale MAG, domenica 16 dicembre alle 10:30 la scrittrice presenterà per la prima volta al pubblico di Milano l'opera che ha segnato il suo esordio da scrittrice. "Il bianco della Signora Cognome" sarà spiegato dall'autrice con tutta la sua passione e semplicità, col suo consueto smagliante sorriso e l'incantevole occhio cristallino che vi faranno affezionare subito a questa giovane vulcanica mente siciliana. Vale infine la pena di ricordare il non banale aspetto della destinazione di parte del ricavato delle vendite milanesi del libro presentato domenica: "Il bianco della Signora Cognome" contribuirà ad istituire una borsa di studio per le scuole medie di Mazara. Dove non possono (o non vogliono) i governi, possono (e vogliono) le persone innamorate della propria terra.