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domenica 5 maggio 2013

2013, per Giuseppina Biondo anno di ristampe ed esperimenti letterari


di Nicolò Vallone

Prima ristampa per la seconda fatica letteraria di Giuseppina Biondo. La giovane scrittrice siciliana, trasferitasi due anni fa a Milano per studiare Lettere Moderne, è ormai prossima alla seconda stampa de “I racconti di febbraio”, nuovamente a cura della casa editrice Libridine. Data la fortunata e inattesa riuscita della prima pubblicazione, l’autrice ha preferito lasciare il volume così come nella prima edizione, senza apportare ritocchi. Sulla sua pagina facebook scrive “Lunedì la prima ristampa de "I racconti di febbraio". I ringraziamenti vanno alle professoresse e agli amici che hanno adottato e promosso il testo nelle scuole. Grazie anche agli studenti che ho incontrato in questi mesi e che mi contattano tutt'oggi. Grazie insomma ai 500-e-più lettori di questo mio secondo libro pubblicato nel 2011 e buona lettura ai prossimi!”

In questo periodo la Biondo si sta occupando anche di un progetto portato avanti con una decina di colleghi universitari: scrivere un grande racconto per ragazzi delle medie, un capitolo a turno. Promotrice ed impegnata in quest’esperimento letterario rivolto al pubblico dei più giovani, la scrittrice è tornata ad occuparsi del suo libro realizzato nel 2011 che, tra i tre che ha finora pubblicato, è quello più specificatamente per bambini. Ne “I racconti di febbraio” la Biondo ci presenta la sua immagine ideale dell’infanzia: la qualità più importante di quest’età è la fantasia, attraverso la quale i bambini osservano la realtà filtrandola con l’immaginazione. Questa qualità viene celebrata fin dall’introduzione, accorato invito rivolto ai suoi piccoli lettori affinché leggano: non solo i libri, ma tutto ciò che li circonda, divenendo registi, sceneggiatori, scenografi della realtà. La visione che la Biondo ha dell’infanzia è rappresentata appieno dalla piccola protagonista dell’opera: la dodicenne Chiara Candido è una sognatrice e ama scrivere; “I racconti di febbraio” scaturiscono da un misterioso libro che pare essere scritto da lei, anche se non ricorda nulla. Questo piccolo prodigio è frutto della natura fantasiosa di Chiara e della curiosità della sorella Carlotta: parlando nel sonno per una forma di sonnambulismo, la giovanissima protagonista racconta diverse storie che colpiscono l’immaginario della sorellina, che puntualmente le annota con fatica fino a scrivere un intero libro. Il sonno, si sa, è il momento in cui la mente viaggia senza freni inibitori, mostrandoci la sua natura più profonda senza filtro alcuno: se durante il sonno si raccontano delle storie, significa che la persona in questione ha in sé connaturato l’istinto di crearle. Far volare la fantasia è proprio il messaggio finale di Giuseppina Biondo: persa quella, se ne va una parte di noi.
Si tratta dunque di una narrazione “a cornice”, secondo una tradizione che in Italia ha visto nel Decamerone di Boccaccio uno dei più illustri esempi. “I racconti di febbraio” scritti nel libro di Carlotta e Chiara sono favole di esopiana memoria: il linguaggio è al contempo semplice e completo, i temi e le ambientazioni spaziano molto, traspare il fine di ricavare dalle vicende narrate validi insegnamenti da trasmettere ai giovanissimi destinatari. Considerando poi che le favole sono al 100% opera di fantasia (già, la fantasia…) della Biondo, chi legge non corre il rischio di trovarsi davanti a qualcosa di trito e ritrito. Senz’altro una lettura piacevole e stimolante per i più giovani.

Nicolò Vallone