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Siamo Cosmopoliti. Blog di viaggi d'Arte, Fantasia e Regioni. Viaggi nel Cinema, nel Teatro. Cosmopoliti di città e di scena. Dall’Italia al romanzo, dal racconto alla fiction, dal Teatro all'economia. Confondere Letteratura, Arte, Città, Nazioni sarà un modo per incantare.

giovedì 30 gennaio 2014

Intervista a Giacomo Asaro

Le 10 domande + 1 di Joìne.
Tra mazaresi e mazzarisazzi.


Avete presente gli m&m’s che, un pò come le ciliegie, tirano uno dopo l’altro? Beh, l’effetto di queste interviste forse riesce ad essere lo stesso. Mazaresi che chiedono di essere intervistati per non mancare all’interno del nostro “pacchetto” di deliziosi “peanuts”, mazaresi che condividono la bontà dell’idea e mazaresi che ancora non sanno se assaggiare i nostri personaggi, come sottoposti ad una bizzarra dieta protagonista-esistenziale. Bisogna infatti ammettere che chiunque abbia o non abbia inseguito i propri sogni nella vita, spesso cede alla tentazione dell’infelicità quando crede di vedere gli altri realizzarsi. Ma non fatevi intimidire dai successi altrui. Come ho capito già da tempo, un buon giornalista è un ottimo pubblicitario. Dopo questo cappelletto d’inizio del tutto evitabile, comincio col parlarvi dell’ennesimo mazarese interessante, Giacomo Asaro.
Avevo già scritto di lui nel 2011 che era “il Jim Carrey delle recensioni cinematografiche. Divertente, carismatico. Attivo e trascinante. Non la maschera verde di The Mask, ma la maschera della simulazione, della finzione spettacolare del cinema e del teatro, aderisce alla personalità straordinaria del talento”.
Giacomo, aspirante regista, è padre del canale youtube “Punto Cult”. È nato nel 1988 a Mazara del Vallo. Quindi leggiamo cosa ha risposto alle 10 domande + 1.


1) Introduci la tua biografia. A che età ti è stato chiaro cosa volevi diventare? Quando ti sei reso conto di essere diventato la tua professione? Ti senti, infatti, più rappresentato dal tuo nome o dalla tua arte?
Ciao a tutti, come hai appena detto, sono nato nel 1988, il 6 Settembre, ho frequentato il Liceo Scientifico di Mazara del Vallo e da sempre mi piace recitare o comunque interpretare personaggi. Pensa che a quattro anni, sul balcone di mia nonna, imitavo Pippo Baudo e ad ogni passante gli urlavo contro “t'ho inventato io”. Amavo il palcoscenico già dalla scuola elementare, ma scoprii il “vero” teatro al Liceo grazie a Giacomo Bonagiuso. Io non credo che quello che faccio si possa considerare Arte, spero un giorno di riuscirci, senza dubbio, Punto Cult e Giacomo Asaro sono la stessa cosa, l'unica differenza è che Giacomo è anche altro.

2) Il tuo percorso studi? Come credi che debba essere l'istruzione nel tuo campo? Ti piace più l'ordine o il disordine nelle idee e nei progetti?
Per “tuo campo” intendi il teatro? Io in realtà frequento l'università di Giurisprudenza a Parma. Il teatro, per me, non è un lavoro, una professione ma è semplicemente il normale respirare. Non saprei viverne senza e infatti anche a Parma frequento un Laboratorio Teatrale.
Ordine o disordine nei miei progetti? Basta guardare la mia stanza prima di ogni video, caos totale.

3) Quali sono i tuoi modelli e cosa credi di avere in comune con essi?
I miei modelli sono troppo BIG per sperare di avere qualcosa in comune con loro, sto parlando di Robert De Niro e Jack Nicholson. Spero, un giorno, di essere meticoloso quanto loro.

4) Un uomo o una donna con cui faresti coppia artistica?
I miei modelli sarebbe un sogno troppo esagerato? Sicuramente mi piacerebbe tanto lavorare con Toni Servillo o Marco Giallini, li ammiro davvero tanto.

5) Ti senti più un artista bambino, un ribelle adolescente o maturo?
Un artista ribelle, maturo ma sognatore. E' possibile? (risposta scorretta)

6) Politica. Cosa pensi debba essere? Quanto partecipi a quella mazarese e cosa si dovrebbe fare per migliorarsi?
Sono fuori dalla mia città e dalla vita politica mazarese da un pò. Mi dispiace tanto che si respiri quell'aria pesante che comunque rappresenta un po' tutta l'Italia, spero tanto che ci rialzeremo.

7) Una descrizione, una peculiarità, della tua carriera e della tua persona.
Amo davvero tanto questo mondo che mi lancio tranquillamente in quasi ogni tipo di progetto.
Mi piace tanto scoprirmi e mettermi sempre alla prova, chiedete a Salvino Martinciglio.

8) Fino a dove si spinge la tua ambizione? Puoi dirci il tuo prossimo progetto?
Arrivare un giorno agli Oscar?  L'ho detto prima, sono un sognatore.
Il prossimo progetto? Sicuramente un cortometraggio.

9) Rinunceresti a fare ciò che fai per qualcuno? Se sì, per chi o per cosa?
Ma certamente. Nel caso in cui firmassi un contratto per lavorare stabilmente in un teatro, e fra le clausole ci  fosse il non fare più video su Youtube, accetterei tranquillamente. Alla fine Youtube è solo una vetrina.

10) Porgi ai lettori un saluto che ti caratterizza e invita il pubblico a conoscerti, motivali qualora ce ne fosse bisogno. 
Ah? Stai parlando con me? (come De Niro) Sfortunatamente non ho saluti che mi caratterizzano.
Il pubblico dopo quest'intervista sa perfettamente cosa potrebbe trovare su Youtube o digitando il mio nome. Solo sano divertimento. Tutti abbiamo bisogno di sognare.

11) Giacomo, una webseries non ce la toglie nessuno, la giriamo a Mazara. Quali sono realmente, secondo te, le difficoltà maggiori per realizzare una serie televisiva su youtube? Dove si trovano i produttori? Dimmi il budget chi nni la spirugghiamu tra niautri! Penso che dopotutto possiamo scoprire una Jennifer Beals o un Patrick Dempsey italiani, perchè, sì, i grandi talenti si rinnovano nel tempo e come i frutti bisogna solo saperli cogliere al momento giusto. Qualche nome ce l’avrei già. E prima o poi, te lo preannuncio, vorrei essere presente come cameo role! Ricordatene sopratutto in futuro!
Ma sì, sarebbe veramente fantastico. Mazara è una piazza davvero interessante e piena di meraviglie. Come dici tu i problemi riguarderebbero sempre una possibile produzione e quindi finanziamenti. Bisognerà trovare dei buoni sponsor, passione,  impegno e tanta voglia di creare. 
Sarà un piacere averti nel cast, anche solo per un cameo. Ciao.

(fonte PrimaPagina Mazara)

giovedì 23 gennaio 2014

Intervista a Rosario Lisma

Le 10 domande + 1 di Joìne.
Tra mazaresi e mazzarisazzi.

Rosario Lisma, attore ne "La mafia uccide solo d'estate", è uno di quei personaggi che non può mancare alla collezione delle "10 domande + 1", perché, sì, un mazarese che finisce sui grandi schermi, che si nota con curiosità in un film apprezzato in tutta la Penisola, è una preda interessante alla mia ricerca: che i mazzarisazzi prendano spunto da chi, come il mazarese Rosario, stimola, esercita, la propria capacità a raggiungere obiettivi alti e artistici.
Caro papà di Arturo, non conosco molto la sua carriera, ma la ringrazio per la disponibilità a rispondere alle seguenti domande, mi farà piacere istruirmi!

1) Introduci la tua biografia. A che età ti è stato chiaro cosa volevi diventare? Quando ti sei reso conto di essere diventato la tua professione? Ti senti, infatti, più rappresentato dal tuo nome o dalla tua arte?
Sognavo fin da bambino di fare l'attore. Crescendo il sogno è diventato sempre più lucido e possibile, imitavo professori, preti, cominciavo già a e esibirmi in gruppi amatoriali, facevo l'animatore alla Valtur durante le pause dall'università (Giurisprudenza a Roma). I segnali erano incoraggianti. Dopo la laurea, diciamo caldamente consigliata dai miei per usare un eufemismo, ho vinto un concorso importante per giovani attori di teatro a ventitre anni e da lì in poi sono un attore professionista. Ma di certo sono Rosario, non certo "l'attore".
2) Il tuo percorso studi? Come credi che debba essere l'istruzione nel tuo campo? Ti piace più l'ordine o il disordine nelle idee e nei progetti?
E' un mestiere molto strano e delicato. Ci sono delle ottime scuole pubbliche a Milano, Roma, Genova, di grande tradizione teatrale o il Centro Sperimentale di Cinematografia a Roma per il cinema. Consiglio sempre ai giovani che vogliono fare questo mestiere davvero di passare da lì. Anche se io per un caso strano ho lavorato da autodidatta. Diciamo che ho imparato sul campo, rubacchiando qua e là ai miei colleghi più grandi e più bravi e macinando copioni e chilometri di turnè e alberghi, treni, camerini, cali di voce, alcuni rimproveri e qualche applauso. Ho imparato un metodo. Non è l'unico possibile, ma è un metodo. Non credo all'improvvisazione né nell'arte, né nella vita.
3) Quali sono i tuoi modelli e cosa credi di avere in comune con essi?
Come registi e maestri posso citare due tra i più grandi del teatro europeo con cui ho avuto la fortuna di lavorare. Il compianto Massimo Castri che ci ha lasciati un anno fa e il tedesco Peter Stein. Entrambi mi hanno affidato dei ruoli bellissimi che ho amato molto. Come attori potrei citarne una schiera infinita che ho amato da lontano: Eduardo, Totò, Volontè, Sordi, De Sica, ecc... Un attore magnifico che conosco da vicino e che reputo un esempio anche come uomo è Toni Servillo. Passione, fantasia e rigore.
4) Un uomo o una donna con cui faresti coppia artistica?
Con Anna Della Rosa. Ottima attrice. E' la fidanzata stronza di Carlo Verdone ne "La grande bellezza" di Sorrentino. E per inciso è anche mia moglie nella vita. Con me è più buona che con Verdone. Ma tornerò a lavorarci insieme tra poche settimane in uno spettacolo scritto da me e in scena a Milano al Teatro Franco Parenti.
5) Ti senti più un artista bambino, un ribelle adolescente o maturo?
Ci vuole la fantasia e il gioco dei bambini e la saggezza degli adulti. Spero di tenere insieme le cose.
6) Politica. Cosa pensi debba essere? Quanto partecipi a quella mazarese e cosa si dovrebbe fare per migliorarsi?
La politica deve essere servizio per gli altri. Deve costare a chi la fa. Non a chi la subisce. E non parlo solo di soldi. La politica è sacrificio, tempo, mediazione, visione lunga, cultura. Allo stesso tempo non amo le battaglie cieche contro tutti i politici senza distinzioni. Ci sono ancora uomini e pensieri di cui potersi fidare, il qualunquismo 2.0 degli ultimi tempi mi fa orrore. Mi piace la politica che ragiona e che ascolta. E che salva i più deboli. Mazara è una perla baciata dal sole e dal mare. Ma sulle difficoltà economiche delle famiglie e una scarsa cultura del collettivo si sono diffusi individualismo, clientele e scarsa partecipazione. Spero che il prossimo sindaco possa pensare alla comunità più che a se stesso.
7) Una descrizione, una peculiarità, della tua carriera e della tua persona.
Ironia e umanità. Per entrambe le cose.
8) Fino a dove si spinge la tua ambizione? Puoi dirci il tuo prossimo progetto?
L'ambizione serve a migliorare se stessi, per potersi meritare nuovi tragardi, sennò non mi interessa, è solo smania di successo e non ci sono portato. Comincerò a breve le prove di "Peperoni difficili" la mia nuova commedia a teatro con degli ottimi attori. Io ne sono autore, interprete e regista. Un testo molto divertente, ma anche malinconico, dal sapore cechoviano. Il tema principale è la Verità dal punto di vista, addirittura, teologico. Non nego che un po' me la faccio sotto, ma non vedo l'ora.
9) Rinunceresti a fare ciò che fai per qualcuno? Se sì, per chi o per cosa?
Troppo difficile.
10) Porgi ai lettori un saluto che ti caratterizza e invita il pubblico a conoscerti, motivali qualora ce ne fosse bisogno. Un saluto lungo e uno breve.
Il primo lo trovate su YouTube e si chiama "Mazara Mazara", circa dieci minuti.
Il secondo: Grazie per la pazienza e ci vediamo a Tonnarella come ogni estate!

11) Caro Rosario, l'undicesima domanda è l'unica che cambia nelle mie interviste standard proposte ai personaggi locali. Ecco la tua. Quando vedo qualcuno ballare bene mi viene voglia di ballare, quando ascolto qualcuno cantare bene mi viene voglia di cantare e quando vedo recitare mi assale una voglia incredibile di fare l'attrice. Ovviamente per la danza ed il canto mi sembra di essere in forte ritardo, ma per la recitazione, mi chiedo, quali sono gli esercizi che consiglieresti di fare a coloro che vogliono intraprendere questa carriera? Se mi metto davanti allo specchio, anche se ho una frase, una battuta, naturale da dire, se la ripeto, esce finta. Sono teatrale solo nella realtà. Come si diventa naturali nella finzione? Si tratta solo di immedesimazione e di esercizio?
Si tratta di fantasia e di voglia di comunicare "quella cosa lì" e non un'altra. L'unica regola è che non ci sono regole. Eduardo diceva "Chi cerca lo stile trova la morte. Chi cerca la vita trova lo stile!"

(fonte PrimaPagina Mazara:

giovedì 16 gennaio 2014

Intervista a Riccardo Russo

Le 10 domande + 1 di Joìne.
Tra mazaresi e mazzarisazzi.
Tutti amiamo la nostra città e tutti ci lamentiamo dei concittadini. Anche per questo motivo nasce l’idea di interviste standard da proporre a personaggi locali. Bisogna stanare il bene. La differenza tra mazaresi e mazzarisazzi la lascio all’interpretazione dei lettori, l’unica similitudine che posso suggerirvi è quella tra speranza e resa. Io mi sento mazarese… e voi?

Comincio col presentarvi un personaggio splendido. Riccardo Russo, musicista, compositore, cantante. Anche su fb si può leggere come venga spesso chiamato “Maestro”. Capello riccio e voluminoso da artista libero. Basta incontrarlo una volta per trovarsi a proprio agio in sua compagnia; spontaneo, dolce, malizioso e, per noi condicio sine qua non, mazarese.
Mi pare di averlo disturbato mille volte per mille proposte diverse, ma questa intervista è la prima che concludiamo veramente da quando ci conosciamo.

1)      Introduci la tua biografia. A che età ti è stato chiaro cosa volevi diventare? Quando ti sei reso conto di essere diventato la tua professione? Ti senti, infatti, più rappresentato dal tuo nome o dalla tua arte?
Ho cominciato a rompere le scatole ai miei a 8 anni, volevo una chitarra a tuti i costi ma dovetti aspettare il decimo compleanno per averne una (la conservo ancora), una piccola Clarissa, marchio italiano ormai scomparso ma che faceva ottimi strumenti, è rossa ed è stata il primo strumento col quale ho iniziato a studiare con Salvatore Pipitone, musicista forse dimenticato dai mazaresi ma che mi ha insegnato tutto quello che sapeva e successivamente indirizzato a Michele Ramo, nostro compaesano, adesso trapiantato a Detroit dove incanta il pubblico con la sua chitarra/basso ad otto corde insieme alla meravigliosa voce della moglie Heidi Hepler. Proprio Michele, dopo avermi fatto fare una cinquantina di concerti da solo e assieme a lui, mi ha iniziato al violino e spronato ad iscrivermi al Conservatorio, dato che stava per partire alla conquista degli Stati Uniti. In Conservatorio ho studiato violino con il compianto maestro Salvatore Consoli e avuto i primi approcci con l’orchestra grazie all’immenso Antonino Pappalardo. L’illuminazione è poi avvenuta quando ho dovuto affrontare lo studio dell’armonia, ho conosciuto il mio insegnante di allora, Peppe Porcelli (con il quale ho poi fatto 2 dischi da solista e ne sta progettando un terzo), che mi ha spalancato le porte del Jazz e soprattutto della composizione. Da lì in poi è stato un turbine di emozioni. Ho imparato a suonare tutto quello che mi è in pratica passato per le mani. Mi sono appassionato alle registrazioni e innamorato delle grandi voci del passato. Tutto questo ha comportato ore ed ore di studio durante le quali, di tanto in tanto i miei genitori venivano ad assicurarsi che fossi vivo!
Per questo la musica, per me non è una professione, i musicisti ed i cantanti sono solo un veicolo, tramite noi essa continua a vivere nei secoli, piccoli o grandi che siamo, abbiamo il piacere/dovere di servirla onestamente e trasmetterla come meglio possiamo. Mi sento rappresentato da essa, un giorno nessuno si ricorderà di Riccardo Russo ma quello che ho imparato ed insegnato sarà ancora fulgidamente vivo.

2)      Il tuo percorso studi? Come credi che debba essere l’istruzione nel tuo campo? Ti piace più l’ordine o il disordine nelle idee e nei progetti?
Ho studiato con tanti insegnanti, prima e dopo il conservatorio, ognuno mi ha lasciato qualcosa e ancora oggi studio, imparo anche dai miei allievi, rubo, è il termine esatto, perché un musicista deve essere prima di tutto un buon ladro, bisogna avere sete di sapere, sempre. Ho elaborato quindi dei metodi di insegnamento, in campo vocale ho unito gli studi della tecnica classica alla musica degli ultimi 50-60 anni che ancora si ostinano a chiamare moderna,  per poi fondere il tutto con i moderni concetti della Programmazione Neuro Linguistica; ne è venuto fuori un metodo che fonde l’apprendimento classico basato sull’esperienza,  alla conoscenza della collocazione nello spazio del proprio corpo e del proprio modo di apprendere/eseguire, un metodo potente finalizzato alla qualità garantita della performance. Il tutto è misto all’uso intelligente della tecnologia come ausilio efficace ma non indispensabile. La musica, anche quella delle macchine, la devono fare gli esseri umani. L’istruzione musicale invece, oggi in Italia è in mano, così a professionisti coscienti, come a una marea di altra gente che ha cercato di farne solo mercato. Il proliferare di insegnanti non sempre preparati a dovere, l’assenza di un vero albo dei professionisti, l’altalena delle aperture/chiusure dello Stato riguardo all’insegnamento nelle scuole pubbliche, il comparire di titoli e titoletti che hanno fatto solo confusione e, non ultimo, il fatto che viviamo in un sistema non meritocratico, hanno fatto in modo che ad oggi siamo il fanalino di coda in Europa quando abbiamo rappresentato per decenni l’eccellenza. Questo disordine si ripercuote nella mia vita professionale e artistica (ride)! Ho un modo tutto mio di catalogare le cose: le sovrappongo. Questo genera inizialmente confusione nei miei collaboratori, poi appresa la tecnica del “fa come vuoi ma fallo bene”, si capisce che il metodo è vincente!

3)      Quali sono i tuoi modelli e cosa credi di avere in comune con essi?
Modelli ne ho tanti, tantissimi! Amo in sostanza tutta la musica o almeno quella buona per me, ma i miei idoli sono da sempre Bach e Beethoven nel campo classico e Beatles per le composizioni moderne. In comune con loro ho la dedizione alla musica e la voglia di rendere partecipi gli altri di tutto quello che costantemente elaboro.

4)      Un uomo o una donna con cui faresti coppia artistica?
Uomo Mick Jagger e donna, dopo la scomparsa di Etta James, Beyonce. Molto più fattivamente mi piace collaborare con chiunque abbia un progetto valido, qualsiasi ne sia la sua entità.

5)      Ti senti più un artista bambino, un ribelle adolescente o maturo?
Mi sento un bambino maturo. Conservo la curiosità di quando ero bambino e la sfrutto al meglio grazie all’esperienza acquisita negli anni.

6)      Politica. Cosa pensi debba essere? Quanto partecipi a quella mazarese e cosa si dovrebbe fare per migliorarsi?
La politica oggi è ben lontana dalla “ragion di stato” di Machiavelli ed è, purtroppo, ancora astratta in relazione alle esigenze dei cittadini. Per noi Italiani è sporca, fatta di interessi personali e servilismi. Siamo obbligati a pagare in silenzio anche le tasse che non capiamo ma se, per ipotesi, vogliamo chiedere l’uso del teatro comunale per un concerto a titolo gratuito, ci scontriamo con l’arroganza di certi impiegati che assurgono a despoti senza averne titolo. Questo fa sfigurare le amministrazioni che, per carità, ne sono magari ignare; credo quindi che il primo passo da fare sia la vigilanza, poi la trasparenza, ed infine le pari opportunità per riconquistare la fiducia dei cittadini.

7)      Una descrizione, una peculiarità, della tua carriera e della tua persona.
La mia carriera è fatta di progetti continui, novità, successi, insuccessi, ricerca e sperimentazione, ma soprattutto, di persone. Amo gli altri. “Fa agli altri ciò che vorresti facessero a te stesso” l’unica regola.

8)      Fino a dove si spinge la tua ambizione? Puoi dirci il tuo prossimo progetto?
Sogno una scuola di musica e canto a basso costo per tutti, con una sezione gratuita per chi proprio non può contribuire neanche al minimo. Scrivo brani in continuazione e formo artisti, non voglio fare altro che Musica. Ho nel cassetto un po’ di brani per me, ma non ho mai tempo da dedicarmi. Il prossimo progetto è uguale al precedente: migliorarmi (sorride).

9)      Rinunceresti a fare ciò che fai per qualcuno? Se sì, per chi o per cosa?
L’ho già fatto e non serve. Noi siamo il nostro punto di partenza e di arrivo, in questo circumnavigare chi non ci apprezza per quello che siamo, non merita di far parte del viaggio.

10)   Porgi ai lettori un saluto che ti caratterizza e invita il pubblico a conoscerti, motivali qualora ce ne fosse bisogno.
Sono un esperto di “cosichiama”. Al sud, quando non sai il termine per definire qualcosa o il nome di qualcuno lo chiami così. Direi quindi a tutti i “cosichiama” che non mi conoscono che se avessero bisogno di qualcosa sulle “cosichiame” della Musica non devono far altro che rivolgersi a un “cosichiama” come me.

11)  Riccarduzzo, riusciremo a concludere mai una canzone insieme? … Ma io non alla voce! Canto solo sotto il suono della doccia e del phon!
Come sai, ho già musicato parole tue e sono sicuro che ci sia già qualcuno che vuole cantarle!


(fonte PrimaPagina Mazara:
http://www.primapaginamazara.it/index.php/costume-e-societa/1078-le-10-domande-1-di-joine-tra-mazaresi-e-mazzarisazzi)